banane, queste sconosciute

un paio di giorni fa scorrendo nel web come capita un po’ a tutti ormai, ho ascoltato una conferenza illuminante.. e si trattava di banane, davvero.

una spigliatissima ragazza raccontava con molta ironia quanto aveva scoperto durante un viaggio in un paese orientale, paradiso di palme e onde oceaniche.

frutti esotici a volontà ma ecco finalmente una forma conosciuta.. una banana su un banchetto lungo un viottolo, in un villaggetto in cui i turisti divengono l’attrazione principale dei villici.

e vai con la banana.

ma come iniziò a spellarla, un po’ come sempre con fatica nell’inciderne la cima, ecco una risata, ragazzini impertinenti che la fissavano ridacchiando e poi ridendo apertamente a piena gola.

chissà che c’è da ridere.. si chiedeva, gustando il frutto e guardandosi attorno per capire.

ma non c’era proprio nulla di cui esser divertiti, nessuno se non lei e i ragazzi, e loro chiaramente di lei ridevano.

solo un uomo si avvicinava e, vedendola in difficoltà, imbarazzata le sorrideva. e si fermò.

due parole, condivisione complice?

sollevata gli chiese: come mai ridono così?

facile, rispose lui.. tanta fatica per spellare una banana.. dalla parte sbagliata!

le banane si aprono dal lato del picciuolo, come fanno le scimmie.. che la fanno scivolare in bocca semplicemente spingendo un pochino..

ma gli occidentali non lo sanno e non lo fanno! soprattutto non si fanno domande giuste: c’è un modo più semplice per ottener lo stesso risultato?