IL PARADOSSO DELLA FIEREZZA

“io sono così”

L’immagine di noi che preferiamo offrire agli altri

è di fatto quello che NON ci permette di essere il meglio di quello che siamo.

 

Ti accorgi che…

  • Se ami qualcosa dovresti essere disponibile a passarci del tempo, ma la maggior parte delle volte trovi dozzine di cose che senti di dover fare prima?
  • Accade molto spesso proprio che fare quello che nei momenti di chiarezza sai ti rende felice, è proprio la cosa che lasci per ultima o che addirittura non fai?
  • Se fai attenzione a ciò cui dai attenzione puoi scoprire quali sono le priorità che prendono posto ed energia a ciò che è davvero profondamente importante per il tuo essere?

 

IL PARADOSSO

Il paradosso è che ciò cui dai automaticamente attenzione, come unica possibilità di scelta, provoca nei fatti un comportamento che tende a ottenere proprio l’opposto di ciò che desideri e che è profondamente importante per te.

Un po’ di esempi, per la precisione nove:

  • quando la tua attenzione è pressoché costantemente rivolta a distinguere ciò che è giusto e sbagliato, corretto e scorretto, ed a condividere tutto questo …

Desideri essere accettato e amato incondizionatamente, ma siccome credi che nessuno possa veramente valorizzarti, critichi molto te stesso e gli altri e finisci per allontanare le persone

 

  • Se dai attenzione ai desideri e sentimenti degli altri, a quanto piaci agli altri, a riconoscere dove ci può essere bisogno di te…

Vorresti che gli altri facessero lo stesso con te e ti apprezzassero, ma dedichi talmente tante energie al soddisfacimento dei desideri degli altri da non sapere più quali siano veramente i tuoi

 

  • Se sei attento a come puoi guadagnarti il rispetto e la stima degli altri, al riconoscimento per i tuoi risultati…

Vorresti davvero essere valorizzato per chi sei, ma in realtà spendi le tue energie nel continuo FARE per raggiungere risultati e per creare un’immagine vincente per gli altri, e di fatto nascondi chi sei e le persone non possono a relazionarsi con te, non possono vederti

 

  • Se dai preferibilmente attenzione a ciò che manca, a quanto puoi esprimere te stesso e alla tua inadeguatezza, a paragonarti agli altri

vorresti relazioni durature con le persone, ma impieghi il tuo tempo mantenendoti ai margini o avvicinando e allontanando gli altri, causando senso di fastidio e rifiuto nelle persone.

 

  • Se vuoi comprendere a fondo le cose, raccogliere informazioni,  e ti chiedi a quanto del tuo tempo, energia e risorse ti saranno richieste dall’esterno

Vorresti essere veramente connesso con gli altri e vivere pienamente la vita, ma la paura di impoverirti ti fa ritirare emotivamente e arretrare nell’intelletto, in uno spazio di nulla interiore e ti paralizzi

 

  • Se la tua attenzione è pressoché costantemente rivolta a riconoscere che cosa può andare storto, di chi ti puoi fidare e se stai prendendo la decisione migliore

Desideri fidarti davvero di te stesso e degli altri ma siccome sei molto sospettoso e proietti le tue preoccupazioni e sentimenti sugli altri, li avvicini e li allontani al contempo e finisci per causare la loro sfiducia

 

  • Se presti attenzione al piacere, a individuare ciò che ti limita, a future e idealistiche eccitanti possibilità, a come evitare dolore tuo e altrui

Vorresti sempre sentirti a posto e piacevole, ma siccome eviti le sensazioni dolorose crei costantemente molteplici possibilità complicando le situazioni, e alla fine non ti senti ne sereno, ne soddisfatto

 

  • Se dai prevalentemente attenzione ad assicurarti che è tutto sotto controllo e che procede attivamente in modo giusto ed efficace, alla tua indipendenza, a non essere gestito dagli altri

Desideri essere accettato anche nelle tue debolezze, ma siccome agisci in modo forte e indipendente e ti prendi tutte le responsabilità, raramente le persone si accorgono che hai bisogno del loro sostegno

 

  • Se la tua attenzione è concentrata a verificare se sono tutti ascoltati, ai programmi degli altri e all’ambiente esteriore

Desideri essere riconosciuto dagli altri e preso seriamente, ma sei così calmo e assecondi così tanto che finisci per sentirti non ascoltato  davvero e poco importante.

 

E ALLORA?

Qualsiasi impegno sia diretto verso la libertà dagli schemi (interiori) automatici include momenti di grande sofferenza.

Prevede momenti di chiarezza in cui sentiamo e riconosciamo la nostra responsabilità nel causare problemi, separazioni, difficoltà o complicazioni.

Riconoscere chiaramente la realtà (chi sei , cosa vuoi) è parte della trasformazione che vuoi compiere.

 

Per questo la presenza è importante, perché senza essere presenti nel contesto nulla è reale, tutto è immaginazione, convinzione, regola, vi è poco apprendimento, pensiero e sentire originale e libero, e le azioni sono solo reazioni.

 

La presenza si pratica con l’interesse e l’attenzione a ciò che è qui e ora: ci perdiamo la maggior parte della nostra vita perché siamo ovunque tranne che dove siamo.