Quando un problema è risolto? In filosofia si considera che un problema può essere considerato risolto quando la distanza tra le variabili attese e quelle risultanti si restringe sufficientemente.

Aggiungo che il generale Patton diceva che: “Il successo non è il punto più alto a cui arrivi, ma quanto in alto sei riuscito ad arrivare rispetto al tuo punto di partenza”.

Dicono un po’ la stessa cosa, non è vero? Per capire a che punto siamo è necessario stabilire da dove a dove vogliamo raccogliere le nostre informazioni per fare il punto della situazione.

Ma per far ciò è necessaria un grande “lucidità” (anche se sapppiamo che pancia, cuore e sensi hanno la maggiore..).

In più dobbiamo contemporaneamente fare i conti con il desiderio di sentirci “buoni”,  per ricevere un sorriso o una pacca sulla spalla di incoraggiamento. Che in fondo desideriamo fine a se stessa, NON per procedere DAVVERO nella direzione un po’ difficile in cui siamo arrancando al momento. Ma non possiamo dirlo.

Questo è però ciò che intendo. Prendere misure corrette rispetto a dove siamo e dove vogliamo andare prevede disciplina e coraggio assoluto per ESSERE CIO’ CHE VOGLIAMO essere, senza mezze misure, INVECE DI CHIEDERCI COSA avremmo dovuto essere (Cit. S. Jobs).

Che cosa è necessario?

Aver coraggio di presentare la propria identità al mondo, invece di trovare delle scuse che nascondono la nostra paura del futuro.

Mica paglia.

Anche perché non c’è un unico modo per sciogliere un dilemma o risolvere un problema senza aver paura di finire come nel paradosso di Zenone (Achille e la tartaruga)… che paradosso rimane!

E questo sia che tiriamo in ballo la statistica, l’empirismo o la fisica quantistica.

 

p.s.    Ricordo il paradosso di Zenone, Achille e la tartaruga, raccontato da Jorge Luis Borges

Achille, simbolo di rapidità, deve raggiungere la tartaruga, simbolo di lentezza. Achille corre dieci volte più svelto della tartaruga e le concede dieci metri di vantaggio. Achille corre quei dieci metri e la tartaruga percorre un metro; Achille percorre quel metro, la tartaruga percorre un decimetro; Achille percorre quel decimetro, la tartaruga percorre un centimetro; Achille percorre quel centimetro, la tartaruga percorre un millimetro; Achille percorre quel millimetro, la tartaruga percorre un decimo di millimetro, e così via all’infinito; di modo che Achille può correre per sempre senza raggiungerla.